Ti piaci cosi’ come sei?

Ti piaci cosi’ come sei?

Lo stress a volte è causato dalla non accettazione di se. Da una parte è ammirevole cercare di migliorare se stessi, cercare di crescere, modificare comportamenti ed atteggiamenti poco salutari e produttivi. Dall’altra parte, quando ci si sofferma esclusivamente sui propri aspetti percepiti come “negativi”, sia a livello fisico che comportamentale, si corre seriamente il rischio di entrare in una spirale di negatività che ci indebolisce, rovina la qualità delle nostre giornate e, alla fine, finisce con il danneggiare proprio il desiderio e le azioni di miglioramento che ricerchiamo.

E’ importante rendersi conto del proprio valore, della propria Essenza, delle proprie potenzialità. A volte, quelli che ci appaiono come difetti, possono rivelarsi perfino utili e preziosi doni, per noi stessi e per gli altri.

In più, prova a pensare che a volte il confine tra quello che percepiamo come un pregio e altre cose che riteniamo difetti , è davvero molto sottile: ad esempio, qual è il limite tra testardaggine e determinazione?

Ed allora, prova a partire da qui. Inizia a volerti bene, ad amarti ed accettarti esattamente così come sei

(ti consiglio a questo proposito i libri di Louise Hay, in particolare Ama te stesso e Puoi guarire la tua vita)

 

Soltanto partendo da questa base solida riuscirai ad affrontare al meglio qualsiasi percorso di crescita e cambiamento, con entusiasmo, serenità e determinazione.

Condivido volentieri con te una bellissima storia che ho letto qualche anno fa, sicuro che possa farti riflettere e donarti piacevoli emozioni. Buona lettura!!!

 

Una anziana donna possedeva due grandi vasi, appesi alle estremità di un lungo bastone che portava bilanciandolo sul collo.Uno dei due vasi aveva una crepa, mentre l’altro era intero. Così alla fine del lungo tragitto dalla fonte a casa, il vaso intero arrivava sempre pieno, mentre quello con la crepa arrivava sempre mezzo vuoto.Per oltre due anni, ogni giorno l’anziana donna riportò a casa sempre un vaso e mezzo di acqua.

Ovviamente il vaso intero era fiero di se stesso, mentre il vaso rotto si vergognava terribilmente   della sua imperfezione e di riuscire a svolgere solo metà del suo compito.

Dopo due anni, finalmente trovò il coraggio di parlare con l’anziana donna, e dalla sua estremità del bastone le disse: “Mi vergogno di me stesso, perché la mia crepa ti fa portare a casa solo metà dell’acqua che prendi”.

L’anziana donna sorrise “Hai notato che sul tuo lato della strada ci sono sempre dei fiori, mentre non ci sono sull’altro lato? Questo succede perché, dal momento che so che tu hai una crepa e lasci filtrare l’acqua, ho piantato semi di fiori solo sul tuo lato della strada. Così ogni giorno, tornando a casa, tu innaffi i fiori.Per due anni io ho potuto raccogliere dei fiori che hanno rallegrato la mia casa e la mia tavola. Se tu non fossi così come sei, non avrei mai avuto la loro bellezza a rallegrare la mia abitazione…”

Ciascuno di noi ha il suo lato debole. Ma sono le crepe e le imperfezioni che ciascuno di noi ha che rendono la nostra vita insieme interessante e degna di essere vissuta. Devi solo essere capace di prendere ciascuna persona per quello che è, e scoprire il suo lato positivo.

 

Ti auguro di riuscire ad esprimere sempre il meglio di te stesso e di utilizzare a pieno le tue immense potenzialità!

 

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    Lucia pedemonte
    luglio 15th, 2012 at 4:29 pm

    Molto interessante!

    Rispondi
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    CristinaB.
    luglio 19th, 2012 at 12:59 pm

    Storia bellissima Gio. Nulla di ciò che scrivi può passare inosservato. Dai sempre spunti per riflettere.
    Ti adoro :-))

    Rispondi
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    Avalon
    aprile 15th, 2015 at 7:11 am

    L’articolo non centra il problema secondo me. Per accettarsi non basta “volersi bene”, occorre cambiare i propri obiettivi.

    Bisognerebbe smettere di desiderare di essere un vaso intero e sentirsi felici di annaffiare fiori.

    Ma siamo pronti a cambiare i nostri sogni? E’ giusto farlo? Va bene smettere di fare la dieta perché tanto “mi piaccio grasso”? Ci si può lasciare andare disoccupati e senza un quattrino perché tanto “mi voglio bene lo stesso”?

    Forse l’accettazione non è il sintomo dell’amore per se stessi, semmai è un suo pari effetto. Forse l’accettazione è il sintomo del rapporto che c’è tra i nostri sogni e la realtà – magari è qui che ci si dovrebbe concentrare.

    Che ne pensate?

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      Giovanni Annunziata
      aprile 15th, 2015 at 8:45 pm

      Riflessione interessante e condivisibile.

      Spesso il confine tra l’accettazione di se e l’arrendevolezza, tra il piacersi così come si è ed il lasciarsi andare, è davvero molto sottile.

      Credo che il punto di base sia sempre la consapevolezza.

      Poiché ognuno è diverso non è a mio avviso possibile dire se sia giusto o sbagliato qualsiasi atteggiamento.

      Credo che qualsiasi percorso di introspezione possa aiutare a stare ogni giorno un pochino meglio con se stessi e, di conseguenza, con gli altri.

      Grazie del contributo!

      Rispondi

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