il mondo è uno specchio

il mondo è uno specchio

Spesso ci lamentiamo di quello che ci circonda. Ci lamentiamo dei politici, del caos delle nostre città, della delinquenza, dell’inquinamento, della vita frenetica e stressante. Puntiamo il dito contro situazioni, cose o persone dimenticando che siamo noi gli artefici del nostro destino.

Tempo fa ho scritto di getto una piccola storia. CI tengo molto. Leggila e fammi sapere che ne pensi.

Due amici erano soliti incontrarsi ogni giorno sulla spiaggetta del paese, per fare insieme una bella passeggiata  e regalarsi una piacevole pausa di relax..

A volte chiacchieravano a lungo del più e del meno, altre volte camminavano in silenzio lasciando vagare piacevolmente i propri pensieri con in sottofondo il ritmico sciabordio delle onde.

Un bel giorno, uno come tanti, si incontrarono al solito posto, pronti a lasciarsi pervadere, ancora una volta, da quel mondo incantato che tanti momenti piacevoli gli aveva donato. Ma quel giorno era diverso dagli altri. Ben presto, infatti, una strana sensazione di incredulità, rabbia e fastidio si impadronì di loro. Un solo sguardo bastò a sgretolare il buonumore proprio come un’onda può fare con un castello di sabbia.

Sparse qua e là, per un tratto di chilometri, centinaia, forse migliaia di bottiglie di plastica, di tutte le forme e di  tutti i colori. Buste per la spesa, con tanto di griffe dei più noti supermercati, sacchetti vuoti di patatine, merendine, lattine di bibite più o meno riconoscibili; migliaia di cotton fioc. Chi l’avrebbe mai detto che c’erano così tanti cotton fioc in giro da quelle parti!  E poi ancora bicchieri e piattini di plastica, persino una scarpa sfondata, e molto, molto altro ancora…

Per un attimo pensarono  di aver sbagliato strada. “Come è possibile? Siamo finiti alla discarica?”  – “No, ecco lì il vecchio chiosco, la staccionata… è proprio lei, la nostra cara e bellissima spiaggia!” 

Ma cosa ti hanno fatto?” 

“E’ colpa della mareggiata!”  sentenziò un vecchio pescatore con tono solenne,  intuendo il loro disappunto.   

 Già. Deve essere proprio così!  – Pensarono i due amici.  –  Vatti a fidare del mare! Tu gli riservi amore incondizionato e quello ti ripaga in questo modo…   

“Stanotte il mare era davvero nervoso. Vedete quel tronco enorme là in fondo? Peserà centinaia di chili! Quando il mare è così agitato quaggiù arriva di tutto!”. Il pescatore continuava a parlare, forse per esorcizzare chissà quali pensieri.

I due amici annuirono distrattamente, continuando a guardare tutt’intorno la loro irriconoscibile spiaggetta. Erano davvero arrabbiati. Si sentivano offesi, traditi, amareggiati, delusi…

Il loro angolo di paradiso era stato profanato! Il più giovane raccolse una bottiglia e la scagliò con rabbia il più lontano possibile, come a voler allontanare da sé quello squallore. Ma dopo pochi secondi le onde la depositarono nuovamente sulla battigia. Sembrava proprio che il mare ce l’avesse con loro! Come potevano fare a riconquistare il loro spazio e la loro serenità? Alcune nuvole grigie sembravano messe lì apposta a peggiorare lo stato d’animo. Un velo di tristezza si impadronì di loro , accompagnato inevitabilmente da un crescente senso di impotenza e di inadeguatezza.

Continuarono a camminare mestamente,  lamentandosi l’uno con l’altro dello scempio perpetrato sotto i loro occhi e dell’insospettato ed ingiusto tradimento del mare. Ad un tratto uno dei due notò a pochi  metri di distanza  qualcosa che attirò la sua attenzione.

Luccicava. Sembrava quasi una lampadina e, per un indecifrabile motivo, sembrava quasi attirarli magneticamente.  Si avvicinarono pieni di curiosità, desiderosi di scoprire cosa fosse.

Era uno specchio. Un piccolo frammento di uno specchio finito proprio là chissà come. Accanto, poco distante, ne trovarono un’altro.  Raccolsero quei frammenti e per qualche istante fissarono negli occhi quel volto riflesso. Improvvisamente, tutto apparve incredibilmente chiaro ai loro occhi., e, da quel momento, cominciarono a guardare le cose in modo diverso.

Poco dopo, come per magia, il sole iniziò timidamente a fare capolino tra le nuvole. E i due ragazzi tornarono alla loro vita con una nuova consapevolezza 

Bastò uno sguardo per capirsi al volo. L’indomani tornarono armati di rastrelli, palette e grossi sacchi per l’immondizia.  Un centimetro dopo l’altro, con una cura ed una attenzione davvero incredibile, iniziarono a raccogliere tutti quei rifiuti.

All’inizio la gente li guardava distrattamente. Poi si avvicinò un bambino – poteva avere al massimo 9-10 anni –  con un paio di bottiglie che aveva raccolto qualche metro più là. Poi tornò con un pallone bucato, infine, tra le proteste della mamma, con un flacone squarciato di un detersivo.

In quella mattinata si avvicinarono a dare una mano decine di persone. Ognuno, a modo suo, si sentì coinvolto. Un vecchietto che passava di là si avvicinò per ringraziarli, con le lacrime agli occhi. Era nato e cresciuto da quelle parti e sentiva quella spiaggetta un po’ sua.

Qualcuno  portò loro da mangiare, altri si unirono con attrezzi, grossi secchi e tanta tanta buona volontà. Verso sera la spiaggia era di nuovo pulita, più bella che mai. I ragazzi, erano davvero distrutti ma straordinariamente felici. Un velo di commozione avvolse tutti i presenti. Si abbracciarono a lungo tra loro e giurarono che mai più avrebbero permesso quello scempio.

La loro impresa fece scalpore, ed un piccolo giornale locale rilanciò la notizia. In poco tempo, sui social, divenne virale.

In tutto lo Stato si moltiplicavano iniziative simili.  Scuole, Associazioni e semplici cittadini iniziarono a fare lo stesso. Persino qualche politico, (forse per cavalcare l’onda), per una volta si sporcava le mani nell’interesse della collettività.

Parchi pubblici, strade, spazi abbandonati… In breve furono tanti i luoghi ripuliti.  Contemporaneamente furono varati in Parlamento alcuni nuovi provvedimenti di legge, per iniziare davvero a prendersi cura di tutto quello che ci circonda. Fu una vera rivoluzione e da quei giorni il Mondo non fu più lo stesso.

Diamoci da fare. Uniamo i nostri sforzi, le nostre Idee, la nostra Energia, la nostra Anima. Siamo la maggioranza e non possiamo permettere a nessuno di rovinarci la vita. Occorre essere più consapevoli delle nostre scelte, dei nostri comportamenti, delle nostre abitudini. Il cambiamento non parte “dagli altriParte da noi!

Possiamo influenzare il mercato, la politica, l’opinione pubblica. Possiamo rimettere al centro di tutto il Rispetto, l’Amore, e tutte le cose che contano davvero.

Siamo tutti responsabili della società in cui viviamo, e spetta a noi decidere di cambiare davvero. Io continuo a crederci! <3

“Il mondo è come uno specchio che a ciascuno restituisce la sua immagine: fategli il broncio e vi guarderà male, ridete di lui e con lui, e sarà per voi un gioviale e cortese compagno”
(William M. Thackeray)

COPYRIGHT © GIOVANNI ANNUNZIATA

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Grazie! <3

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    Carletto Porcu
    dicembre 20th, 2017 at 5:07 pm

    Bellissima storia Giovanni, siamo sempre presi nel criticare e dare le colpe a qualcuno spesso sbagliando come i due amici che danno la colpa al mare invece di pensare a cosa possiamo concretamente fare noi.

    Rispondi

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